Una delle domande a cui ci capita spesso di rispondere è la differenza tra le facoltà di Matematica e Ingegneria Matematica.

La prima differenza sostanziale può essere intuita dal nome stesso: la nostra è infatti una facoltà di INGEGNERIA. Ciò significa che a Ingegneria Matematica l’aspetto teorico della disciplina è del tutto funzionale a quello applicativo: l’obiettivo principale di questo corso di studi è infatti fornire allo studente una solida e consistente conoscenza teorica di certa matematica al fine di consentirgli l’adeguata comprensione di alcuni PROBLEMI REALI, dei vari MODELLI nati per descriverli e delle soluzioni proposte fino a oggi.

Si potrebbe dire che Ingegneria Matematica costituisce un sostanziale passo ulteriore nella direzione che va da Matematica Pura a Matematica Applicata: spesso in una facoltà di Matematica Pura lo studio della disciplina è fine a se stesso e di conseguenza gli argomenti trattati raggiungono un notevole livello di astrazione, mentre man mano che l’interesse si sposta verso le applicazioni l’insegnamento assume natura gradualmente più concreta. Tuttavia l’approccio alla disciplina della matematica rimane lo stesso in termini di metodologia e rigore: non si deve quindi pensare che nella nostra facoltà si veda una matematica di “secondo livello”, oppure la si tratti con superficialità.

La seconda importante differenza ha carattere marcatamente logistico: mentre a Matematica lo studente si confronta quasi unicamente con la matematica, a Ingegneria Matematica sono previsti corsi di altra natura (si tratta infatti di una facoltà di INGEGNERIA), e dunque il tempo dedicato alla disciplina è inevitabilmente minore.

Ciò implica che a Ingegneria Matematica si debba necessariamente vedere meno matematica. Infatti si approfondisce notevolmente solo il campo dell’ANALISI: nella fattispecie, ci sono argomenti che conoscono meglio i nostri studenti rispetto a quelli di Matematica Pura, quali EQUAZIONI DIFFERENZIALI ALLE DERIVATE PARZIALI e TEORIA DELLA PROBABILITÀ. Ciò accade perché tali argomenti costituiscono la base teorica necessaria per la formalizzazione di alcuni interessanti problemi di carattere pratico; la soluzione dei quali passa solitamente attraverso le discipline di MATEMATICA NUMERICA e STATISTICA, che sono quindi molto più considerate a Ingegneria Matematica che a Matematica.

D’altronde ci sono branche della matematica con cui i nostri studenti non verranno a contatto, per esempio la LOGICA e, al di là di poche eccezioni, la GEOMETRIA.

Una terza e non trascurabile differenza sta negli sbocchi lavorativi offerti dalle due facoltà: mentre quelli di Matematica sono IN MEDIA più limitati e specifici, una laurea in Ingegneria Matematica consente una più vasta gamma di scelta. Infatti la figura dell’ingegnere matematico è formata appositamente attraverso insegnamenti multidisciplinari in modo da potersi ben integrare in qualsiasi ambito ingegneristico e in generale nelle attività inerenti la modellizzazione matematica di alcuni fenomeni di rilevante interesse, come ad esempio il settore della FINANZA QUANTITATIVA.

È quindi auspicabile che la persona che si trovi a scegliere, per la prosecuzione del suo percorso formativo, tra Matematica e Ingegneria Matematica, chiarisca a se stessa la natura del proprio interesse verso la matematica.

Due sono, in ultima analisi, i motivi che spingono gli uomini al suo studio.

Il primo non è dissimile in essenza da ciò che induce allo studio delle discipline umanistiche: coloro che sviluppano una preferenza per la matematica durante gli studi preaccademici subiscono prepotentemente il fascino di un mondo di cui conoscono un’infinitesima parte e di cui intuiscono la smisurata estensione. Si può quindi trattare di un interesse puramente conoscitivo, che può tradursi nell’esigenza ultima di esplorare quel mondo nel maggior numero di direzioni possibile: in tal caso è consigliabile una facoltà di Matematica Pura.

Il secondo motivo è la comprensione che la matematica è uno strumento potente utile per descrivere in modo sintetico ma esaustivo molti fenomeni complessi e quindi particolarmente indicato per la modellizzazione e la risoluzione di problemi reali. Chi avesse un’inclinazione per la materia e fosse più interessato a “fare” che “vedere” dovrebbe a nostro avviso escludere a priori una facoltà di Matematica Pura, poiché il livello di astrazione con cui verrebbe a contatto non risponderebbe alle sue esigenze, anzi probabilmente lo disturberebbe.

Comprendiamo l’esiguità del numero di coloro che alla fine della scuola superiore possono già schierarsi senza esitazioni; con quanto detto intendiamo fornire indicazioni di massima, utili affinché chi affronti una simile scelta possa riflettere sulle opportune questioni e intraprendere il percorso più confacente alle proprie inclinazioni sulla base delle alternative che gli sono offerte. Abbiamo dato, per così dire, istruzioni su dove cercare il Blu, il Giallo e il Rosso affinché ciascuno decida in che percentuale mischiarli per ottenere la desiderata sfumatura di colore. Sottolineiamo, e con questo concludiamo, che in generale il fattore più importante per una soddisfacente realizzazione professionale è la valorizzazione delle proprie abilità e competenze.